Regia di Daniele Santisi con gli allievi della Compagnia Teatrale Unimi.
Lo spettacolo nasce da una polifonia drammaturgica, registica ed attoriale: una dozzina di testi “teatrosi” più
che teatrali di Italo Calvino, per lo più sconosciuti al grande pubblico per volontà dello stesso autore.
Il filo rosso è un certo gusto per l’assurdo tragicomico tutto calviniano, che si incarna in utopie e stramberie anomale. Rapporti, contesti, personaggi e situazioni: tutti gli schemi convenzionali sono minacciati dall’anomalia, che è proprio “rottura della legge” umana o divina, naturale o imposta.