Osvaldo Peruzzi, definito da Marinetti “uno dei giovani aeropittori futuristi più ricchi di stupefacente invenzione continua”, comincia a dipingere ancora studente al Politecnico di Milano, centro di dinamismo urbano e innovazione. La corrispondenza col compagno di studi Armando Silvestri tra il 1926 e il 1934, conservata presso l’Archivio di Stato di Milano, ci permette di indagare un periodo di trasformazione e crescita personale del pittore e di individuare alcune scelte espressive che connoteranno la sua futura produzione artistica.